Festival 76

Oltre la crisi
Ottanta anni fa, il 23 aprile 1933, Vittorio Gui inaugurava con Nabucco di Giuseppe Verdi il 1° Maggio Musicale Fiorentino dando inizio ad un’avventura artistica che si è rapidamente imposta come fondamentale nella storia della musica novecentesca. Non è questa la sede per ripercorrere le giustamente ammirate vicende del Maggio: basterà ricordare come tutti i più celebri direttori d’orchestra, solisti, registi, scenografi-pittori, coreografi e cantanti, quasi nessuno escluso, abbiano creato a Firenze eventi artistici di straordinario valore e ben noti a quanti amano la musica in Italia e nel mondo.
Celebriamo questa ricorrenza così importante in un momento drammatico per la vita del nostro Teatro, mentre è in gioco la sua stessa esistenza. Una situazione, questa, che impone risposte forti e condivise.
La nostra prima risposta - nostra in quanto coinvolge tutte le componenti del nostro Teatro - è nel programma stesso di questo Maggio che va ad inaugurarsi: pur sottoposto a dolorosi quanto ineludibili tagli, esso dimostra infatti coerenza col passato nell’eccellenza delle scelte artistiche e appassionato impegno nell’assicurare al pubblico eventi che possano suscitare interesse e ammirazione. Proponiamo infatti 5 titoli operistici, dal Barocco al Novecento, con cui onoriamo anche Verdi nel bicentenario della nascita (col Don Carlo inaugurale, col nostro Direttore principale Zubin Mehta sul podio, e con Macbeth che ritorna, nella rara versione originale, in quel Teatro della Pergola che lo vide nascere nel 1847) e Britten, nel suo centenario, avendo già celebrato Wagner, in gennaio, con Die Walküre. Avremo quindi una serata di balletto, con MaggioDanza, che presenterà importanti lavori di alcuni fra i più ammirati coreografi contemporanei, né mancheranno concerti che vedranno la nostra Orchestra e il nostro Coro, diretti da tre grandissimi maestri, quali Claudio Abbado, Zubin Mehta e Daniele Gatti, artisti la cui sola presenza è testimonianza del valore dei nostri complessi artistici; verrà inoltre ribadita la ben nota sensibilità del Maggio nei confronti della musica contemporanea con serate dedicate a Luciano Berio e a Bruno Maderna, figure eminenti della musica italiana e internazionale dei nostri giorni. Ed insieme, eventi che abbracciano un po’ tutte le arti.
Ma devo ritornare sulla difficile situazione economica in cui versa il Maggio, per esprimere la certezza che se, tutti e ciascuno, in primis coloro che operano nel nostro Teatro ed il nostro pubblico, ma anche le forze politiche, economiche, sociali e culturali fiorentine ed italiane faranno,  pur nella diversità dei ruoli e delle responsabilità, la loro parte, lavorando coese verso un obiettivo comune di risanamento economico e di ritrovate certezze finanziarie, noi potremo vedere, oltre la crisi, un futuro più stabile e sereno.
Il nostro impegno sarà, posso assicurarlo, massimo e costante, nella convinzione che, uniti, possiamo superare le difficoltà del momento, non per sopravvivere ma per assicurare al Teatro del Maggio un avvenire degno del suo glorioso passato.

Francesco Bianchi
Commissario Straordinario del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

 

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