Zubin Mehta

Concerto

Zubin Mehta

Gustav Mahler
dal 9 al 10 Novembre
Nuovo Teatro dell'Opera di Firenze (Firenze)
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Direttore Zubin Mehta

Soprano Chen Reiss

Contralto Elisabeth Kulman

 Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

Gustav Mahler
Sinfonia n. 2 in do minore per soli, coro e orchestra Resurrezione


 

Durata complessiva: 80 minuti

È ben nota, e universalmente apprezzata, l'affinità culturale ed estetica che lega Zubin Mehta al mondo musicale della Mitteleuropa: e mitteleuropeo, nel senso più alto, è il programma di questo concerto che presenta tre capolavori composti in un arco temporale che va dagli anni '80 dell'Ottocento agli anni '30 del secolo scorso.
Si inizia con la sinfonia Mathis der Maler di Paul Hindemith, composta durante la lavorazione dell'opera lirica omonima, ma eseguita per la prima volta nel 1934, precedendo di quattro anni la première del lavoro teatrale, nel pieno dunque di un momento cruciale per la storia tedesca ed europea: la presa di potere del regime nazista. Ispirandosi alle vicende del grande pittore Matthias Grünewald, Hindemith sembra riflettere sul difficile rapporto fra arte e potere, finendo per optare per una sorta di magnifico isolamento dell'artista: un atteggiamento non solo suo, ma di tanti altri intellettuali, che, a fronte dell'avvento di Hitler, finirono per chiudersi nei puri cieli dell'arte, negandosi a una più evidente contrapposizione al regime liberticida. E così, in Mathis der Maler, approda alla glorificazione della tradizione musicale tedesca, rifacendosi alle antiche monodie dei Minnesinger, al canto popolare, al mondo del Corale luterano e alla polifonia del tardo barocco, quasi a riaffermare che i valori della "sacra arte tedesca" potevano resistere a qualsiasi barbarie politica. Composti ed eseguiti insieme ai più noti Kindertotenlieder nel 1905, i cinque Rückert Lieder mahleriani, senza ambire a rappresentare un vero e proprio ciclo, appaiono piuttosto come quadri isolati, pieni di ripagamenti interiori e di suggestioni naturalistiche, cui dà voce, in questo concerto Elisabeth Kulman, celebrata interprete di Mahler. Infine, Mehta dirige la Sinfonia n. 7 in re minore op.70 di Dvořák, composta fra il 1884 e il 1885: si tratta di un lavoro di solida struttura formale classica, il cui modello è senz'altro Brahms. Dvořák vi dispiega la sua maestria costruttiva alternando serenità e inquietudine, ritmi di danza ed echi naturalistici fino alla trionfale apoteosi del poderoso finale.