Al via al Nuovo Teatro il Mehta Festival
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Al via al Nuovo Teatro il Mehta Festival
Era l’11 febbraio 1962, al Teatro Comunale faceva la sua prima apparizione un giovanissimo Zubin Mehta, appena ventiseienne; il programma iniziava con un brano di musica contemporanea, Incontri di Piero Giorgi (prima esecuzione a Firenze), proseguiva con il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra di Robert Schumann, eseguito dal solista Friedrich Gulda, e terminava con la Prima Sinfonia in re maggiore, Titano, di Gustav Mahler, un autore allora, in Italia, poco conosciuto.
In questi ultimi 50 anni Zubin Mehta è stato molto vicino al Teatro del Maggio, in un sodalizio intenso e ricco di debutti, tournées, registrazioni e progetti d’ogni tipo; Zubin Mehta ha ricoperto molte cariche all’interno dell’istituzione ed è stato nominato nel 1985 Direttore Principale nel 2006 Direttore Onorario a vita dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.
Il ‘suo’ Teatro dunque non poteva non ricordare quest’importante anniversario: le ‘nozze d’oro’ con Firenze ed il suo pubblico; nasce così l’idea di legare Gustav Mahler, Paul Hindemith, Béla Bartók, Antonín Dvorák e Giacomo Puccini al gesto e alla bacchetta di Zubin Mehta, che, a novembre, al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze, rivisita in meno di un mese alcune partiture, fra le più complesse e significative, composte tra la fine dell’800 e l’inizio del’ 900.
Dalla monumentale e travolgente Sinfonia n. 2 in do minore di Gustav Mahler, nota come La Resurrezione, che apre il Mehta Festival, all’ultimo capolavoro del toscano Giacomo Puccini, Turandot: due opere musicali maestose, a prologo ed epilogo della rassegna, che racchiudono il concerto del 30 novembre, con Mathis der Maler di Paul Hindemith, il Concerto per due pianoforti, percussioni e orchestra di Béla Bartók, la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Antonín Dvorák.
Un repertorio raffinato e difficile, ma di grande impatto, anche per coloro che si vogliano avvicinare per la prima volta al nuovo tempio della musica fiorentina, scoprirne l’acustica e l’imponente architettura. Se il programma è assolutamente intrigante, per connaisseurs e non, il prezzo è innegabilmente popolare, per rendere la musica classica e operistica alla portata di tutti.
I carnet sono la novità che accompagna questo festival, fortemente voluto dal Maestro Mehta: 3 fasce di prezzo (da 49 a 133 euro), per un mini-abbonamento, che comprende 2 concerti (10 e 30 novembre), 1 recita di Turandot (data a scelta fra 28 novembre, 4 e 5 dicembre) e un'esclusiva visita al backstage con un incontro con gli artisti.
Il carnet, già in vendita da mercoledì 24 ottobre, offre vantaggi esclusivi, che permetteranno di vivere il teatro a 360 gradi e assistere a un concerto, a una rappresentazione operistica, in versione semiscenica, una visita al backstage e un incontro con gli interpreti, per scoprire la magia ed i piccoli segreti al di là del palcoscenico, tutto questo al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze.